| Athos - La forza della fame |
Athos Crudi è nato a Montegrimano il 27 luglio 1920, in una famiglia di contadini costretti dalle ristrettezze economiche a diventare mezzadri e a spostarsi nei pressi di Montefiore, Saludecio e poi San Giovanni in Marignano. Nel 1942 viene arruolato come guardiafrontiera sul confine con la Jugoslavia, rispondendo al fuoco dei partigiani, gli stessi che tenteranno di aiutarlo a fuggire, dopo l'armistizio, dai soldati tedeschi. Deportato in Germania, per un anno e mezzo vive l'odissea tra i campi di prigionia, soprattutto in quello di Gotenhafen. Si trasferisce a Riccione nel 1955, dove diventa operaio fino alla pensione.
Potete ascoltare la voce di Athos, nella pagina Estratti Audio, qui a fianco. Durata dell'estratto audio: 1'57 Athos racconta un episodio avvenuto mentre, prigioniero dei tedeschi, era costretto a seguirli durante la loro ritirata dall'Europa Orientale e di quando, nel tratto da Bromberg (l'attuale Bydgoszcz) a Rostock, tutta la colonna di uomini (di cui voltandosi non riuscivano a vedere la fine) venne liberata da un avamposto dell'esercito russo che dunque si arroccò in un paese prima del contrattacco tedesco. Liberi, anche solo per pochi giorni, finché non vennero ripresi dai tedeschi, ma ugualmente esausti ed ancora più affamati, Athos ed un amico scorgono due vasche fumanti e sotto l'acqua bollente tante e tante patate. Cosa accadde ai soldati italiani dopo l'8 settembre 1943? DA WIKIPEDIA.IT - SINTESI E LINKS DI APPROFONDIMENTO |
| Dino - Nella terra di nessuno |
Dino Olmeda è nato a Spontricciolo, quando era ancora comune di Rimini come tutto il resto del territorio riccionese, il 7 maggio 1922. Figlio e nipote di fabbri, cresce tra la bottega e le colonie dove vende souvenir a bambini e soldati in convalescenza. Di fede comunista, come tutta la sua famiglia, durante la guerra svolge attività di propaganda contro il regime e partecipa a numerose azioni partigiane. Per centoventicinque giorni nasconde e protegge Max Johnston, un aviere di Indianapolis, precipitato con i suoi compagni nella zona di Mulazzano. Nel dopoguerra, riprende su più larga scala la sua attività precedente e riesce a costruire un proprio albergo, tuttora gestito dalla figlia. Potete ascoltare la voce di Dino, nella pagina Estratti Audio, qui a fianco. Durata dell'estratto audio: 2'41 Dino racconta dei giorni trascorsi nella terra di nessuno, alla Torraccia di San Marino, assieme a Max, l'aviere di Indianapolis che stava proteggendo da quasi quattro mesi. Bloccati in un rifugio tra i due fronti, assistono alla "carneficina" dei combattimenti: i tedeschi che indietreggiano senza neanche curarsi di loro, i soldati del Commonwealth mandati all'assalto e falciati sul posto dalle mitragliatrici, l'arrivo dei barellieri della croce rossa, quindi la risposta dei cannoni alleati sulle postazioni da cui partivano le pallottole tedesche. Quanto fu sanguinosa l'offensiva sulla Linea Gotica? DALLA SEZIONE "STORIA" DEL SITO LACITTAINVISIBILE.IT |
Domenico Albani è nato a Rimini il 13 aprile 1932, trascorrendo la sua infanzia in una traversa di via Tripoli, vicino alle officine ferroviarie dove lavorava come operaio anche il padre. A fine '43, con i bombardamenti più terribili su Rimini e la completa distruzione delle officine, il padre venne costretto a trasferirsi a Firenze, mentre il resto della sua famiglia sfollò verso l''interno, a Coriano, poi a Passano, dove conobbe il fronte, quindi a Pedrolara. Dopo la guerra ha lavorato come artigiano e operaio, prima di vincere il concorso alle Ferrovie dello Stato per le quali si è trasferito e ha lavorato a Milano, Vasto e, dal 1965, a Riccione. Sposato con Maria Teresa Rodriguez, attualmente è pensionato, ma non ha mai smesso di frequentare e impegnarsi nell''ambiente cattolico-sociale. Potete ascoltare la voce di Domenico, assieme alla moglie Teresa, nella pagina Estratti Audio, qui a fianco. Durata dell'estratto audio: 1'09 Domenico e Teresa, sua moglie, raccontano di un episodio, avvenuto durante il passaggio del fronte a Croce di Montecolombo, lungo il crinale da Coriano a Gemmano, scenario di combattimenti violentissimi: un racconto che essi stessi hanno ascoltato ma di cui hanno poi visto con i propri occhi gli effetti, dello zio uscito dal rifugio inneggiando agli inglesi, di tutto lo spavento nel trovarsi ancora di fronte ai tedeschi, di quanto i segni della paura possano restare tutta una vita. Cosa accadde tra Coriano e Gemmano dal 4 al 15 settembre 1944? DAL SITO "GEMMANO 1944" |
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